IN CAMPANIA E' FINITA LA SECONDA REPUBBLICA
è iniziata.
La monnezza è il punto più acuto della crisi, la metafora plastica di
una fine stagione che consuma drammaticamente speranze, aspettative,
sogni. Finisce e brucia un'idea di governo e di amministrazione
pubblica trasparente. Finisce e brucia il tempo di una generazione di
uomini e donne che avevano in testa una riscossa autonoma del
mezzogiorno dopo la fine dell'Intervento straordinario. Finisce e
brucia la democrazia di mandato, con il portato dell'elezione
diretta salvifica e l'apologia del decisionismo. Qui c'è un
punto critico su cui riflettere e che, a mio avviso, è emerso in
maniera distorta nel corso delle ultime settimane di dibattito su
Napoli: chi ha amministrato e governato queste terre non ha perso
perche' non ha deciso, ma perchè ha deciso male. Il tema, dunque,
non sta mai nella quantità delle scelte che assumi, ma nella qualità
delle stesse. Ed allora ha ragione chi sottolinea la parzialita'
delle politiche di sviluppo dispiegate in questi anni. Aver scommesso
tutto su servizi, turismo e grande distribuzione non ha sostituito
l'esigenza di un apparato produttivo forte, in grado di competere
e fornire occupazione stabile, oltre che occasioni di socialità meno
frammentate.

























