L'appuntamento di Cosenza
Inviato il 2007-09-17 in società
Tre episodi mi hanno colpito in questa lunga estate dove Napoli ha perduto persino il cuore. Che fosse una città piegata, offesa, rassegnata lo sapevamo già. Ferita a morte ed allo stesso tempo capace di esibire il suo volto sempre sorridente. Ma un sorriso diviso a metà. Enigmatico, come la gioconda. Da qui si sprigionano le contraddizioni e si sfregiano le speranze di un popolo di sudditi un po' anarcoidi, capaci di subire le angherie e i ricatti delle camorre di ogni sorta ed allo stesso tempo da sempre in grado di mantenere un equilibrio tra tolleranza e inclusione. Ecco, ho l'impressione che questo circuito sia impazzito. Difficilmente a Napoli, troveremo il Cioni di turno che attacca i lavavetri e li spedisce in galera...

























A Carbonia sono rispuntati i minatori. Apprendo da un articolo de Il Riformista di qualche giorno fa che è stata, dopo vent'anni, riaperta una miniera per iniziativa della Regione Sardegna (Soru si è reso conto che da lì si possono ricavare ancora cinque milioni di tonnellate l'anno di carbone, utili per l'Eni) e già le domande di ammissione al lavoro sono schizzate alle stelle. Su cento posti disponibili sono state presentate 1200 richieste di assunzione per un contratto a tempo indeterminato di 1000 euro al mese...
Non ho paura della cattiveria dei malvagi, ma del silenzio degli onesti.