VIVERE NEL REALITY SHOW DEL NEOLIBERISMO

Inviato il 2008-03-23 in consiglidilettura
Uno degli fattori ricorrenti nelle opere di Zygmunt Bauman è l'analisi dei reality show. Dalla dovizia di aneddoti, di titoli citati si può dire che lo studioso polacco è un loro partecipe spettatore. Non solo li guarda alla televisione, ma legge attentamente le reazioni del pubblico nei siti Internet a loro dedicati. I reality show diventano, di volta in volta, la rappresentazione della «pubblicizzazione» della vita privata, del consumo come fattore costitutivo di identità pret-à-porter . Ma soprattutto come espressione di quel darwinismo sociale che vede la vita in società come una lotta di tutti contro tutti. Il loro successo è dovuto al fatto che raccontano una verità nota a tutti: nella modernità liquida l'esclusione non è una remota eventualità, quanto l'esperienza vissuta che accomuna sempre più il manager della grande corporation al giovane precario. Un grande spettacolo nazional-popolare e interclassista, quindi, che andrebbe studiato attentamente per comprendere le forme di vita di vita nella mdernità liquida. Ma quello che colpisce di più nell'analisi di Bauman non è il rifiuto di una attitudine snob verso questo tipo di intrattenimento, ma ciò che accade nell'unverso concentrazionario che viene creato. Tutto è precario e a tempo determinato nella casa di un grande fratello o in una isola dove sopravvivere. Precari e contingenti le amicizie o gli amori che nascono. Precarie e contingenti solo le alleanza stabilite per non essere esclusi. Tutto è fluido e transitorio al fine di sopravvivere. I reality show sono quindi da considerare come l'esemplificazione soft, ma estremamente glamour dell'ideologia sul singolo che diventa imprenditore di se stesso. Così allo stesso tempo anche gli spettatori, chiamati a votare chi deve essere escluso, possono avere percezione di come le strategie di sopravvivenza al di fuori dello schermo abbiano o meno possibilità di successo. La pubblicizzazione della vita privata consente loro di attenuare le ansie, i timori che caratterizzano il lavoro o le relazioni sentimentali. Rinforzando, però, la convinzione che solo facendo leva sulla proprie capacità possono arrivare alla fine del gioco. Da qui, il processo di identificazione con questo o quel partecipante al reality show . E se il giocatore scelto come «modello» viene squalificato, vuol dire che la strategia di sopravvivenza non era adeguata. Il passo successivo è di accentuare l'opportunismo dei propri comportamenti, perché l'universo concentrazionario del neoliberismo è un lager dove non guardare in faccia a nessuno.

Lascia un commento