Un nuovo errore del Presidente Bush
Inviato il 2007-10-24 in politicaestera
Forse non sbaglia chi dice che il mondo, mai come in queste ultime settimane, attraversa una fase di straordinario cambiamento. E’ in queste ore che ci rendiamo conto del prezzo che intere generazioni pagheranno all’errore drammatico compiuto da Bush in Irak. Le immagini di guerra alla frontiera del Kurdistan iracheno ci rivelano l’equilibrio precario che in quell’area può in ogni momento accendere la miccia di un conflitto a catena.
Oggi ne vediamo gli effetti collaterali e destabilizzanti. Domani, forse, l’apertura di una voragine che porta direttamente alla terza guerra mondiale, come ha preconizzato, senza troppi giri di parole, l’inquilino della casa Bianca.
La Turchia di Erdogan, pronta per entrare nell’Ue, il primo paese islamico a varcare le soglie di Bruxelles, oggi contribuisce a provocare una guerra guerreggiata i cui esiti non sono conoscibili. Anche perché nell’area è ancora aperta la contesa con l’Iran, il vero pezzo forte della regione, che non ha rinunciato a continuare i propri esperimenti per dotarsi di armi nucleari.
Una regione, dunque, in forte tensione e che va tenuta d’occhio.
Non riusciamo a prevedere gli esiti dello scontro tra milizie del Pkk ed esercito turco. Una cosa è certa: continuerà e porterà all’invasione da parte di Ankara dell’Irak curdo, destabilizzando ancora di più il quadro politico di Baghdad. Da Washington l’unica risposta possibile è diversificare il quadro per distrarre l’opinione pubblica interna dai disastri della dottrina della guerra preventiva, teorizzata dopo l’11 settembre. Come? Puntando sulla Persia, mettendo nell’angolo il regime degli Ayatollah che regna su Teheran. Unica incognita: un disegno del genere quanti morti lascerà a terra? Quanto deteriorerà ulteriormente i rapporti già tesissimi con Putin, che annuncia una nuova stagione di riarmo? Ed ancora quanto confonderà le acque in un Medioriente sul punto di esplodere?

























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