Diritto alla felicità

Inviato il 2007-10-03 in iniziative
E' stato presentato oggi il progetto di inaugurare il prossimo luglio un campeggio a Casal di Principe per contrastare la criminalità organizzata che imperversa in quella zona. Un progetto sostenuto da Sd-Prc-Verdi e che vede protagoniste le giovani generazioni, che rivendicano così il diritto ad essere felici.
Passatemi il gioco di parole, ma ritengo necessario a vent'anni il diritto-dovere di sognare. Abbiamo lanciato un appello con i colleghi De Cristoforo e Pellegrino per esercitare questo dovere in una delle regioni dove spesso questo diritto-dovere viene negato: la Campania. Chi lo nega è la Camorra, come ben sappiamo, che impedisce il normale corso degli eventi in un'intera regione e per diverse generazioni. Ma sono soprattutto i giovani quelli che pagano il prezzo più alto: emigrazione, negazione dei diritti anche basilari, impossibilità di intrecciare il proprio destino e il destino di questa terra, mancanza di lavoro. In un bite: ci stanno negando i sogni. Li stanno negando alle generazioni che già ci sono e a quelle che verranno.
A questa negazione noi vogliamo rispondere reclamando il nostro DIRITTO ALLA FELICITA', e lo reclamiamo organizzando una settimana di eventi a Casal di Principe dal 23 al 30 di Luglio. Circola infatti voglia di felicità e di diritti. Al nostro appello hanno già risposto positivamente Paolo Nerozzi (CGIL), Sandro Ruotolo (giornalista), Aprile per la sinistra e Aprileonline, la Sinistra Giovanile campana, i giovani comunisti, i giovani verdi, la parte più giovane di Sinistra Democratica, e altri ancora. Hanno risposto volendo costruire insieme a noi questa settimana di eventi per e con le giovani generazioni: chi ha più o meno di vent'anni vedrà finalmente riunirsi per una settimana, ragazzi e ragazze dalla Campania, dal Mezzogiorno e auspichiamo dal resto d'Italia, per guardare in faccia i sorrisi di chi non vuole farsi più intimidire, non vuole più farsi negare l'accesso ai propri sogni. Il futuro per una settimana si farà presente a Casal di Principe: sperimenteremo corsi di formazione, proporremo incubatori di imprese, conviveremo con chi non vuol più fare dell'indifferenza e dei soprusi la legge che si impone e schiaccia le possibilità di ognuno.
Oggi abbiamo fatto una conferenza stampa con i colleghi sopra citati, per presentare ufficialmente l'appello che abbiamo lanciato nei giorni scorsi, e le prime iniziative correlate. Un sito web www.dirittoallafelicita.com dove raccoglieremo umori, idee e adesioni per questa iniziativa. Peppe De Cristoforo ha fatto notare come la Camorra costringe i cervelli, i migliori, a emigrare perché non trovano ospitalità al loro talento in Campania: non è profezia, ma sono i dati Svimez, a consegnarci questa realtà. Talento che sarebbe invece linfa vitale per una regione asfittica non solo per via dei rifiuti. Tommaso Pellegrino notava come la Camorra si sia ormai insinuata e insediata nei meccanismi anche minimi della società, rendendone impossibile il funzionamento: è stato consegnato da noi un dossier dove abbiamo raccolto materiale che sta lì a dimostrare ciò che è sotto gli occhi di tutti.
Ma a questo non si può rispondere invocando l'esercito: non si militarizzano i diritti in un paese democratico. Noi rispondiamo con un altro tipo di esercito che vogliamo sia di migliaia di ragazzi e ragazze finalmente sorridenti e finalmente liberi, almeno per una settimana occuperemo uno spazio dove far vivere i sogni. Tutto ciò vuole essere la fine dei nostri incubi e l'inizio del riscatto. Come fu negli anni '80, come ricordava Diego Belliazzi, consigliere DS e leader storico del movimento giovani contro la Camorra, l'avvio di una grande stagione di rinnovate capacità di riscatto per il territorio. Michele Grimaldi, segretario regionale della Campania per la Sinistra Giovanile, ci diceva che anche nel partito e nell'organizzazione che verrà, la battaglia contro ogni criminalità organizzata dovrà essere un punto dirimente. E su questo non ci sono differenze di partito, ma voglia comune di riscatto, come conferma anche Enzo Amendola, segretario regionale DS.
Ma senza aspettare ulteriori "conferme" della persistenza del problema: questa volta gli eventi ce li vogliamo ritagliare a misura dei nostri sogni e della nostra felicità. Ci vogliamo riprendere questo diritto-dovere. Chiederemo la presenza, con una lettera e con un incontro, al Presidente Napolitano, certi dell'impegno e della sensibilità che lo contraddistingue riguardo a questo problema e a questa regione. Gli chiederemo di essere un giovane libero e felice in mezzo ad altri giovani simili. Gli chiederemo che questo non avvenga solo per una settimana ma che sia possibile farlo divenire normalità. Accompagneremo questa iniziativa facendola precedere alla Camera con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione come deputati affinché il Mezzogiorno torni ad essere priorità per tutto il Paese. Lo chiederemo con migliaia di voci che si fanno una sola. Così chiediamo che le nuove generazioni, le organizzazioni e le associazioni che credono in questa battaglia aderiscano, partecipino e costruiscano insieme a noi il percorso che ci porterà a luglio.

Un commento

Inviato da Antonio D'agostino il 2007-10-15
Uscire dal "sonno dogmatico" L'iniziativa "dirittoallafelicità" è necessaria! Perchè ho sempre più la sensazione che le comunità in cui vivo,a tutti i livelli,hanno ormai assorbito l'illegalita,il malcostume,le camorre dentro il proprio modus vivendi.I politici locali hanno fatto ,solo e semplicemente ,da specchio a queste tendenze,confermandole e legittimandole!Troppi cattivi esempi dai PALAZZI! La politica dovrebbe avere il coraggio ogni tanto di non dare sempre ragione al popolo!"Meglio mettersi contro al popolo che alla verità" diceva Pasolini. I cittadini devono essere spronati ad uscire dal loro "sonno dogmatico".I politici e i cittadini responsabili hanno il dovere di scuoterli,dispiacerli di essere fastidiosi alle loro coscienze....senza mai dimenticare di farli sognare! Avremo modo di parlarne,spero,in un'altra occasione.Più diretta,coinvolgendo altre persone.per adesso ti auguro buon lavoro "MIO DIPENDENTE".

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