A POMIGLIANO ..STOP AD OLTRANZA
Inviato il 2008-01-13 in lettura
A Pomigliano è rivolta dopo dieci sospensioni
Fiat, provvedimenti disciplinari per operai e delegati che avevano organizzato scioperi. Adesso è stop a oltranza
Ilaria Urbani
Napoli
Chi l'avrebbe detto che nel piano Marchionne per rilanciare lo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco ci poteva essere anche il licenziamento? Eppure solo dopo qualche giorno dall'inizio dei corsi di formazione, ieri, sono arrivate una decina di lettere disciplinari per altrettanti operai, provvedimenti che secondo la Fiom porterebbero direttamente al licenziamento senza preavviso. Tra questi anche due delegati dei metalmeccanici Cgil: Mario Di Costanzo, membro della segreteria Rsu Fiom e l'esperto Aniello Niglio. I due, insieme agli altri operai «sospesi», sarebbero colpevoli di aver condotto giovedì un corteo interno alla fabbrica con «atteggiamenti minacciosi» per denunciare la presenza di vigilanti introdotta per sorvegliare le lezioni dei corsi e di aver fatto qualche minuto di ritardo dopo la pausa pranzo (a causa, pare, della chiusura della mensa al più vicino reparto di verniciatura).
Gli altri lavoratori destinatari della sospensione cautelativa da parte del gruppo torinese sarebbero comunque iscritti o vicini ai sindacati Fim, Uilm e Fismic. «La Fiat, in palese contraddizione con quanto affermato dal suo amministratore delegato e in esplicita violazione degli accordi sottoscritti con il sindacato - sottolineano Maurizio Mascoli e Massimo Brancato, rispettivamente segretari regionale della Fiom Campania e provinciale di Napoli - intende determinare le condizioni per fare dello stabilimento una sorta di " zona franca" in cui mettere in mora i diritti e le tutele dei lavoratori e la libera attività sindacale così come sanciti dalla Costituzione della Repubblica e dalle leggi dello Stato. In questo modo la Fiat lavora contro il piano di rilancio annunciato ai massimi livelli istituzionali e sindacali e punta ad attribuire ai lavoratori di Pomigliano responsabilità che non hanno al solo fine di nascondere le proprie incapacità ed inefficienze».
I sindacati chiedono l'intervento urgente delle istituzioni locali e nazionali per salvaguardare l'occupazione e la riorganizzazione dello stabilimento della più importante industria della Campania ma soprattutto la libertà sindacale. Ieri i lavoratori hanno fatto un presidio di fronte ai cancelli della fabbrica a Pomigliano D'Arco dove si vedranno anche lunedì mattina con i sindacati per discutere delle misure da adottare in questo clima di tensione. I sindacati hanno annunciato infatti che, se i licenziamenti saranno confermati, ricorreranno immediatamente alla magistratura per comportamento antisindacale.
I lavori della Commissione mista (direzione, Rsu e organizzazioni sindacali), previsti dall'accordo sarebbero stati boicottati dalla Fiat che di fatto sta snaturando il ruolo del sindacato in fabbrica. La sorpresa subito dopo le festività natalizie: l'azienda ha schierato dentro lo stabilimento e nelle singole Ute (unità tecnologica elementare) «una presenza massiccia e illegittima di vigilanti». «L'intenzione di licenziare i lavoratori sulla base di motivazioni assolutamente generiche, infondate e pretestuose rivela in tutta evidenza - spiega la Fiom - l'illegittima intenzione repressiva dell'attività sindacale da parte della direzione di Fiat Auto». Preoccupano, inoltre, le notizie riportate dal giornale di Confindustria, il Sole24Ore, che prefigurano per Pomigliano una missione industriale che contraddice gli accordi sottoscritti con il sindacato e con le istituzioni, oltreché le ripetute dichiarazioni di Marchionne sul rilancio delle produzioni e dei volumi previsti per lo stabilimento napoletano. Su quel giornale, infatti, si annuncia una missione legata a segmenti di prodotto che «comporteranno in prospettiva una riduzione della forza lavoro».
Gli altri lavoratori destinatari della sospensione cautelativa da parte del gruppo torinese sarebbero comunque iscritti o vicini ai sindacati Fim, Uilm e Fismic. «La Fiat, in palese contraddizione con quanto affermato dal suo amministratore delegato e in esplicita violazione degli accordi sottoscritti con il sindacato - sottolineano Maurizio Mascoli e Massimo Brancato, rispettivamente segretari regionale della Fiom Campania e provinciale di Napoli - intende determinare le condizioni per fare dello stabilimento una sorta di " zona franca" in cui mettere in mora i diritti e le tutele dei lavoratori e la libera attività sindacale così come sanciti dalla Costituzione della Repubblica e dalle leggi dello Stato. In questo modo la Fiat lavora contro il piano di rilancio annunciato ai massimi livelli istituzionali e sindacali e punta ad attribuire ai lavoratori di Pomigliano responsabilità che non hanno al solo fine di nascondere le proprie incapacità ed inefficienze».
I sindacati chiedono l'intervento urgente delle istituzioni locali e nazionali per salvaguardare l'occupazione e la riorganizzazione dello stabilimento della più importante industria della Campania ma soprattutto la libertà sindacale. Ieri i lavoratori hanno fatto un presidio di fronte ai cancelli della fabbrica a Pomigliano D'Arco dove si vedranno anche lunedì mattina con i sindacati per discutere delle misure da adottare in questo clima di tensione. I sindacati hanno annunciato infatti che, se i licenziamenti saranno confermati, ricorreranno immediatamente alla magistratura per comportamento antisindacale.
I lavori della Commissione mista (direzione, Rsu e organizzazioni sindacali), previsti dall'accordo sarebbero stati boicottati dalla Fiat che di fatto sta snaturando il ruolo del sindacato in fabbrica. La sorpresa subito dopo le festività natalizie: l'azienda ha schierato dentro lo stabilimento e nelle singole Ute (unità tecnologica elementare) «una presenza massiccia e illegittima di vigilanti». «L'intenzione di licenziare i lavoratori sulla base di motivazioni assolutamente generiche, infondate e pretestuose rivela in tutta evidenza - spiega la Fiom - l'illegittima intenzione repressiva dell'attività sindacale da parte della direzione di Fiat Auto». Preoccupano, inoltre, le notizie riportate dal giornale di Confindustria, il Sole24Ore, che prefigurano per Pomigliano una missione industriale che contraddice gli accordi sottoscritti con il sindacato e con le istituzioni, oltreché le ripetute dichiarazioni di Marchionne sul rilancio delle produzioni e dei volumi previsti per lo stabilimento napoletano. Su quel giornale, infatti, si annuncia una missione legata a segmenti di prodotto che «comporteranno in prospettiva una riduzione della forza lavoro».

























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